Viola 42 su modello Girolamo Amati

Prima viola del 2024, anno nuovo, modello nuovo.

Tempo fa avevo ricevuto grandi soddisfazioni costruendo un violino su modello Girolamo Amati, ripensando a quel modello mi sono inbattuto in una viola del 1620 dello stesso autore, di proprietà della Royal Academy di Londra.

Ecco alcune fotografie

Non ho saputo trattenermi e mi sono lanciato nella costruzione.

Ho usato per la tavola lo stesso abete che avevo usato per il violino, proveniente dalla Val di Fiemme.

La testa è molto elegante, i lavori dei fratelli Amati sono caratterizzati da volute ben equilibrate e finemente scolpite.

La vernice è alla colofonia di larice.

Ecco un video dell’inserimento dei filetti, la prova delle punte. La colonna sonora è una mia composizione al pianoforte.

Ecco il fondo ancora da verniciare, un bellissimo taglio tangenziale.

Qui potete ascoltare il suono dello strumento:

Una fantasia di Hummel

Un solo dal Don Quixote

Alcune scale

Grazie a Luciano Olzer per le fotografie!

Viola 42 ispirata a Gasparo da Salò

Eccomi con un’altro articolo su una viola Gasparò da Salò, uno degli autori a cui mi ispiro maggiormente. Le sue viole infatti rispecchiano appieno il mio ideale acustico. Le effe grandi, le ampie bombature e la forma conferiscono a questi strumenti un suono aperto e potente, molto scuro e ricco.

Inoltre la lavorazione molto antichizzata di questi strumenti, che a tratti può sembrare rozza, libera gli strumenti ad arco dalla loro delicatezza. Ci si sente più a proprio agio suonando uno strumento apparentemente già vissuto e un’eventuale graffio non rappresenterà un dramma come su uno strumento scintillante, uno di quelli più simili ad un automobile che ad un opera artigianale.

La misura di questo strumento è di 42 cm. Ho scelto di stringere leggermente la parte superiore del corpo rispetto ai modelli precedenti, questo mi ha portato anche a scegliere delle effe differenti, più sinuose, ma sempre nello stile bresciano.

La testa è nel tipico stile di Gasparo, molto possente e ricca di segni di lavorazione.

Il legno della tavola è un abete molto leggero, proveniente dalla zona di Paneveggio/Caoria, pensate che il peso della tavola senza catena era di circa 70 grammi.

Per l’acero invece ho scelto un acero di taglio tangenziale, ho cercato per quanto possibile di centrare la venatura su entrambi gli assi, è un legno che mi ha subito colpito per la il carattere poco marezzato ma comunque complesso.

I filetti di questa viola sono in ebano e bosso, come nello stile bresciano. Gasparo eseguiva la filettatura con tre striscie di legno separate e le incollava una volta inserite nel canale, per questo è frequente vedere uscire parti del filetto dalla tavola negli strumenti originali. Una caratteristica molto peculiare che ho imitato in questa viola.

Ecco la voce di questo strumento. La prima è una composizione di Hummel e la seconda un estratto da un duetto per e violino viola di Bartolomeo Bruni.

Grazie a Luciano Olzer per le fotografie!

Viola 42 ispirata a Guadagnini

Per la mia ultima viola ho scelto un modello nuovo, che non avevo mai costruito. Avevo voglia di sperimentare un modello un po più stretto e delicato nelle linee, da qui mi è subito balzata in testa l’idea di un modello Guadagnini, la “conte Cozio” è stata il mio punto di riferimento, uno strumento che mi ha sempre affascinato.

Nel 1773, tramite l’intermediario Giovanni Michele Anselmi, Guadagnini firmò un contratto con il conte Cozio, che allora aveva solo 18 anni. Stabiliva che il produttore avrebbe consegnato un numero considerevole di strumenti in cambio di un reddito regolare. Qualche tempo dopo, il conte spinse gradualmente l’artefice verso uno stile di lavoro più cremonese; ma a breve termine ha dato a Guadagnini la possibilità di sperimentare la sua realizzazione. Ne naque una fantastica viola che fu la preferita dal conte. Poco più che 40 cm, molto stretta e rotonda nella parte superiore

Nel mio caso ho deciso di farla un po più grande, 42 cm per l’esatezza, ed ho deciso, come spesso faccio, di utilizzare un fondo intero a taglio tangenziale. L’abete che ho utilizzato è molto leggero, presenta una distorsione nella parte centrale come avviene nell’originale Guadagnini ed è stato tagliato in Val di Fassa.

La testa è molto elegante e ben scolpita, molto piena nella linea sotto la gola come nello stile del liutaio.

Le fasce e la testa dello strumento sono di taglio tangenziale. I filetti sono in pero, molto grossi.

Durante la costruzione ho dovuto calibrare molto bene la posizione ed il disegno delle effe perchè nell’originale sono posizionate molto in alto, volevo quindi mantenere quell’effetto ma ho dovuto raggiungere un compromesso col fatto che la mia viola era più grande. Un vero gioco di equilibri.

Le bombature sono ben proporzionate ed eleganti.

Per la montatura ho deciso di costruire ogni componente in pero, molto leggero e chiaro di colore.

Ecco una fase della verniciatura, che come sempre ho eseguito ad olio.

Luciano Olzer, mio zio, mi ha aiutato ha fotografare lo strumento e ci siamo divertiti a fare un filmato. L’audio che sentite è quello dello strumento ed è un’estratto da un quartetto di Borodin.

Ecco altri due file audio dove potete apprezzare il suono di questa viola. Sono molto soddisfatto del risultato acustico. I suoi punti forti sono una facilità spiccata nel suonarla unità ad un grande equilibrio timbrico e d’emissione tra le corde, anche il timbro è profondo e caldo.

Questa avventura mi ha dato molta soddisfazione credo proprio che terrò in considerazione alcune peculiarità di questo strumento per le mie viole in futuro.

Viola 42 Gasparo da Salò 2023

Dopo aver sperimentato vari modelli di viola 42 mi è stato chiesto di costruire un’altra viola su modello Gasparo da Salò.

L’acero che ho scelto è di taglio semitangenziale ed è particolare perchè presenta sia una marezzatura a bolle che una striscia centrale dal disegno più comune.

La complessità delle venature di questa pianta mi hanno aiutato ad ottenere un suono corposo.

L’abete proviene dalla mia valle, la Valle dei Mocheni, l’ho tagliato con le guardie forestali sul passo del Redebus a 1455m, ed è stato spaccato anziché segato, per rispettarne il carattere, il suono che c’era già nel tronco.

L’oscillazione centrale delle venature sembrava perfetta per accogliere i fianchi della cassa.

La testa mostra lo stile bresciano

I filetti sono in ebano e bosso.

Il suono è potente e penetrante.

Qualche momento della costruzione.

La venatura del manico è molto sottile e corre dritta verso la testa.

La vernicie è a base d’olio e resina di larice, negli anni ho cercato di migliorarne il colore e soprattutto elasticità e resistenza.

Le foto in studio sono di Luciano Olzer.

Viola 42 Gasparo da Salò

La mia ultima viola ha un aspetto aggressivo, si tratta di uno strumento ispirato alla liuteria di Gasparo da Salò.

L’aspetto generale evoca un’approccio istintivo alla liuteria.

L’acero che ho scelto è di taglio tangenziale, è molto particolare esteticamente.

La testa è possente e massiccia.

Sulle fasce i segni di pialla dentata.

I filetti sono in ebano e bosso.

L’abete è molto forte nella struttura, presenta la crescita invernale particolarmente rossa e resistente.

Il suono è potente e ricco di armonici.